Isla Saona? Un paradiso!

02/05/2009 09:11    |    by nico
Ciao Nicola e ciao Maria,
volentieri non mi sottraggo alla simpatica consuetudine di inviare due righe di ritorno da Bayahibe. Non sono propriamente un turista fai-da-te, ma una “quota di fai-da-te” in un viaggio preconfezionato mi intriga sempre. Ecco perché, incuriosito dai giudizi positivi sul sito, ho scommesso sull’escursione all’Isla Saona di Stefano, tralasciando le proposte del tour operator. E’ andata alla grande e il mio esempio è stato seguito anche dagli altri del nostro gruppo partito da Alessandria, fra cui Ives, una splendida ragazza di ottant’anni. Visto che in barca c’erano anche, come mascotte della gita, i due simpaticissimi figlioletti di Stefano – Mario e Leyla – rappresentavamo in pratica uno splendido spot per una gita da consigliare ad ogni età.
Dire di Saona più di quello che già dicono le immagini pubblicate sul sito è difficile: un paradiso. L’escursione punta saggiamente su una spiaggia poco frequentata, che permette anche a fotografi non professionisti di realizzare scatti da incorniciare, senza lettini e ombrelloni. Stefano è davvero un bel personaggio: ti dà l’idea di uno che ha saputo seguire l’istinto senza però staccare i piedi da terra. Ha uno spirito ecologista, che emerge tutto durante la sua cronistoria dei complessi turistici sorti sulla costa durante il viaggio sulla lancia che conduce a Saona. Ha anche le idee chiare (unite a senso pratico) sulla necessità di formazione della gente del posto, in modo che la crescita turistica del paese non si traduca in vantaggi per pochi.

A uno così si può anche perdonare che confonda Marcello Lippi con Claudio Lippi: “Quando sono venute alcune persone da me dicendo che avrebbero portato Lippi con loro per un’escursione – racconta -, mi sono poi chiesto chi fosse quel signore coi capelli bianchi. Ma non  è il presentatore: ho detto loro. Ora conosco anche il cittì: persona seria, ottima impressione”.
Felipe, il suo collaboratore nell’agenzia, è un dominicano sorridente e solare che ti racconta con trasporto di quando trascorse un paio di mesi da noi, battendo l’Italia palmo a palmo, dalla Sardegna a Courmayeur. Di quando saltò su un trattore con un contadino per vedere da vicino la campagna o di quando fotografò in Val d’Aosta il getto gelato del rubinetto (“Altrimenti – dice – qui chi mi avrebbe creduto se lo raccontavo?”).
Buon viaggio, leggerò il vostro resoconto al rientro. Chissà che il prossimo viaggio lì non lo si faccia insieme ;-)

Brunello

Lascia un COMMENTO