Pronti, attenti, via… si parte!!!

08/06/2008 08:56    |    by nico

La partenza si stava avvicinando, un turbinio di emozioni si era impadronito di me.
Da un lato, entusiasmo e curiosità, quelli che ci sono sempre prima di un viaggio, rigorosamente all’avventura, dall’altra c’era un po’ di preoccupazione perché abbiamo il bimbo piccino e andavamo un po’ allo sbaraglio in un paese tanto lontano da noi, sia geograficamente che culturalmente. E poi c’era la questione lavoro: le scadenze si avvicinavano e io stavo per farmi un ponte bello lungo. Si facevano vivi i sensi di colpa tanto che, visto che il volo anziché partire al mattino partiva la sera, andai a lavorare anche il giorno della partenza, che stakanov! Per ultima si aggiunse una puntina di rabbia perché il volo ritardò sempre più e ci fece perdere un giorno di vacanza… sgrunt!

Ma alla fine eccoci sul nostro aereo: la prima grande prova per il nostro Alessandro (due anni e nove mesi), lo aspettavano 10 ore e mezza di volo, uno scalo a Samanà e un’altra mezz’oretta di volo. Lui era eccitato ma presto diventò isterico perché tardavano a servire la cena. Dopo aver riempito la pancia e disegnato un pochino, per fortuna si addormentò anche se con un sonno un po’ agitato.
Anche per noi il volo di andata non fu il massimo, non riuscimmo a dormire se non per qualche breve pisolino. Lo scalo a Samanà fu brevissimo e in men che non si dica arrivammo finalmente a La Romana: 3.30 del mattino ora locale, in realtà 12 ore dopo il nostro decollo da Malpensa.
Mi aspettavo un caldo umido invece c’era fresco (umido) e le mie narici si riempirono di un odore… è un odore familiare, io e Gu ci guardiamo… eh si era l’odore della nostra luna di miele, lo stesso odore dell’aria messicana! E così dimenticammo istantaneamente le fatiche del volo. Anche il cucciolo era tutto contento e chiese insistentemente di andare alla spiaggia suscitando l’ilarità di tutti i passeggeri, data la simpatica ora mattutina.

Piccola nota stonata della vacanza: non ci ricordavamo più che in questi paesi molti sono a caccia di quella, che in messico chiamano la “propina”, ossia la mancia; storditi dal viaggio e dalle ore di sonno perse ci facemmo subito accalappiare da un “portatore di bagagli” che ovviamente dopo reclamò la pecunia, incapaci di dire di no, sfiliamo 5 dollari perché non avevamo tagli più piccoli; il tassista, mandatoci dall’albergo, capì l’antifona così ci rifilò la corsa al doppio del prezzo diurno (e vabbè che è notte ma il doppio…) ma amen eravamo troppo stanchi…
Dopo mezz’oretta di taxi si profilò sotto i nostri occhi l’hotel di Stefano, che sarebbe stata la nostra dimora per 7 paradisiaci giorni. Un bel giardino di buganvillee in cui sono incastonati tre piccoli edifici dall’architettura movimentata e decisamente piacevole, intonati con il luogo, e un altro locale più basso, con una bella veranda dove si trovano il ristorante e la reception. Ci accolse Luisito, instancabile, simpaticissimo e molto professionale; con i bimbi è dolcissimo!

Qualche oretta di sonno una colazione ristoratrice e poi vaiiii iniziò la nostra vera avventura dominicana.
Mentre ci dirigevamo alla spiaggia notammo che, nel piazzale del parcheggio, stavano allestendo degli stand e un palco, sembrava proprio che ci fosse una festa… e infatti si trattava della festa patronale del paese che si tiene tutti gli anni dal 24 aprile al 1 maggio: fantastico! Rimase per tutta la nostra permanenza! Le serate al colmado infatti saranno un po’ sottotono perché gli abitanti del paese si ritroveranno alla festa per sgranocchiare banane fritte, bere birra e ballare al ritmo di bachata e merengue, Alex si scatenò in danze sfrenate tutte nel suo stile: è un ballerino d’avanguardia lui ;)

Lascia un COMMENTO