Ultimo giorno a Bayahibe. Arrivederci Caraibi…

16/06/2008 09:45    |    by nico

Sorpresa: il nostro volo partirà all’una di notte quindi abbiamo ancora tutto il giorno; il giorno perso all’andata è recuperato al ritorno yeeahhh!

Io però sono troppo cotta per andare di nuovo alla spiaggia così, con grande disappunto di Ale, ci dedichiamo allo shopping e compriamo ancora qualche quadro. Dopo pranzo torniamo in camera ci facciamo un pisolino e chiudiamo le valigie. Quando Ale si sveglia facciamo un ultimo giretto nel paese e finiamo nel bel mezzo di una gara di nuoto: un pubblico urlante acclama ragazzini in mutande che si sfidano a chi arriva prima, nuotando in corsie molto rustiche delimitate da uno spago infilzato in pezzi di polistirolo; ovviamente in mare!

gara-nuoto-bayahibe

Terminiamo la nostra passeggiata con un giro sul promontorio di Bayahibe: una striscia di terra sul mare che loro chiamano “La punta”; lì troviamo una chiesetta in legno, una scuola, dei resti di un uomo preistorico, le piante del cotone e una specie di orto botanico, e un simpaticissimo colibrì in cerca di cibo. Scattiamo le nostre ultime foto e torniamo in albergo per la cena.
Una volta in aeroporto abbiamo una nuova sorpresa: il volo partirà alle 5 del mattino e farà di nuovo scalo a Samanà. Mamma che sonno è solo l’una di notte!

È stata davvero una vacanza di tutto relax e ottimo cibo. Stefano è un bravissimo cuoco e dire che io sono piuttosto critica sulla cucina, ma quello che ci ha fatto mangiare era davvero di alta qualità, non certo cose da osteria… inoltre ogni sera preparava un piatto diverso, rigorosamente di pesce o con crostacei; come pasta non arrivavano solo spaghetti ma c’era anche pasta fatta in casa da loro… insomma… anche se si decide di non fare mezza pensione, anche se non si alloggia da lui almeno una volta o due bisogna cenarci!

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Ed ora una lista di cose che avrei voluto fare ma, un po’ per via del fatto che era bassa stagione, un po’ per mancanza di tempo e un po’ per sana pigrizia, non ho potuto fare: la gita sul Chavon, quattro salti al Big Sur (era chiuso!!), scorpacciate di jugos alla caffetteria julissa (chiusa anche lei), un’escursione come si deve alla Capitale, la passeggiata mare da Bayahibe al Dominicus, accogliere l’arrivo dei pescatori sulla spiaggia (alle 16/16.30, chissà come, ci dimenticavamo sempre), mangiare più spesso tipico dominicano, vedere la fabbrica di sigari e magari anche uno zuccherificio o comunque qualcosa inerente la raccolta e la coltivazione della canna da zucchero, fare un salto fino a Higuey a vedere un altro paesino, molto più povero di Bayahibe ma, a detta di Roberto del Barco, molto più vivace e innovativo… pare che questi di Bayahibe siano un po’ i “genovesi” dominicani.

Un saluto a tutti da Simona

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